T o x i d r o m e



25 agosto 2008

W la fuga

Questa mattina sul muro di fronte alla mia finestra è comparsa la scritta "W la fuga, by Bach". Ho scritto all'omonimo musicista per informarlo dell'accaduto e dopo un paio d'ore mi ha risposto dicendo che sì, da giovane stava sempre a sbavare sulle fughe, gli piacevano parecchio e per farle conoscere ad amici e parenti non faceva che suonarle andando avanti e indietro. Sottolineava poi l'insofferenza a molti maestri attuali che si divertono con le sue fughe, approfittando del fatto che lui non è più tra noi a goderne.
Non sono riuscito a trattenere le lacrime, e quasi quasi uscivo per andare a cancellare la scritta sul muro, ma il suono del citofono ha di colpo annebbiato il mio dolore: la vicina mi ha chiesto se so di un intasamento anomalo dello scarico. No vicina, non ne so niente. Mi ha portato in casa sua mentre dal gorgo della doccia uscivano mucchi di costruzioni lego.
"Non faccio in tempo a staccare un attimo che ne escono altri quintali", diceva. La sua sala da pranzo era colma di montagne di pezzi colorati. Ho avuto la brillante idea di usarli per costruire l'autobotte dello spurgo service. Intanto lei mi riforniva volenterosa di nuove secchiate di pezzi. Quando ho terminato l'autobotte ci siamo accorti che era troppo grande per uscire dall'appartamento. Ho dovuto distruggerla, rovesciare cariolate di pezzi giù sulla strada, interrompere la circolazione locale e ricominciare. Dopo aver finito ho attaccato l'autobotte al pozzetto, l'ho accesa ed è partita la spurgata. Dalla doccia non uscivano più altre costruzioni, però non smettevano più di uscire dal pozzetto. Quando l'autobotte si è riempita abbiamo assistito ad un fenomeno sbalorditivo: invece di sputtanare gli ingranaggi di pompaggio, i pezzi in eccesso andavano ad aggiungersi a quelli che componevano l'autobotte, facendone aumentare la massa a vista d'occhio.
Nel giro di qualche ora l'autobotte occupava un intero incrocio, e si costruiva da sè fagocitando gli edifici  circostanti. Prima che qualcuno razionalizzasse l'accaduto per chiamare i soccorsi, l'autobotte si era già impossessata di un intero chilometro quadrato.
Quando ho finito di spiegare agli increduli carabinieri la dinamica dei fatti, l'autobotte aveva finito di ingoiare tutto il paese e si apprestava a spaventare le galline fuori dalla casa di campagna di Juosha Scorpugnazza (conosciuto da tutti i carabinieri perché anni fa furono trovati nella sua proprietà alcuni cerchi nel grano molto elaborati, casa sua diventò un santuario di fanatici, salvo poi scoprire che i cerchi furono creati da suo nipote punkabestia col trattore di notte, il quale non si sa dove sia attualmente, però i suoi cani sono stati trovati un mese fa quasi disidratati in un granaio abbandonato alle porte di Avignone, vabbè).
Quando poi è terminata la conferenza stampa in presenza di autorevoli personalità della scienza mondiale, l'autobotte aveva sostituito l'intera provincia. Di fronte all'inesplicabile, di fronte all'impossibilità che tutto questo sia reale, l'umanità è stata invitata ad accettare l'idea di un rincoglionimento collettivo, nella speranza che possa aiutarci a vivere nel mondo nuovo.



21 agosto 2008

Il giorno che riuscirono a incastrarmi

L'altra notte è morto il gatto.
Dopo aver autorizzato l'espianto degli organi sono andato a seppellirlo in giardino, esattamente di fianco alla tomba del postino.
Dopo mezz'ora dalla sepoltura bussa l'esattore degli apparati vitali. Chiede cuore, fegato e vibrisse, e io: che idiota l'ho già sepolto!
Torno a scavare ma il gatto non c'è.
Dov'è il gatto - chiede l'esattore.
Non lo so - rispondo - ma prenda pure i miei organi, se può rimediare. Tutto ok per cuore e fegato, ma in accordo con l'esattore facciamo passare i peli del naso come vibrisse. Mentre l'esattore esce arriva la fornaia: "il tuo gatto, l'ho visto giù al fiume che spara cazzate a un gruppo di gatti randagi!"
Io e l'esattore ci catapultiamo al fiume. Mentre sbalziamo per aria grido alla fornaia di mettermi in garage la catapulta prima che qualcuno la veda e se la fotta.
Sulla riva del fiume c'è il mio gatto che miagola qualcosa ad altri gatti. Interrompo il comizio ma tutti i gatti compreso il mio si dileguano nella boscaglia.
L'esattore comincia a staccare la corteccia da un pino. Da un folto cespuglio di felci spunta una donna.
Michè, ma che stai a fà che ti appiccichi le mani così - urla la donna all'esattore.
Mà, non scassare! - risponde l'esattore.
In quell'istante la fornaia cade giù dal cielo e tonfa sulla sabbia.
Scusa - dice la fornaia.
Poi tonfa il mio vicino di casa, seguito da due ragazzi del mio quartiere, e poi da una serie di persone che non conosco.
Corro verso casa mia ("Aspettami vengo anch'io!" dice l'esattore. "Michè ndo vai!", urla sua madre).
In giardino trovo una moltitudine di gente in coda per giocare con la mia catapulta.
A gran fatica la spingo in garage nonostante qualcuno cerchi ancora di catapultarsi da qualche parte sbattendo contro le pareti del garage e la moltitudine resta fuori a lamentarsi, sfottere, bestemmiare, che vogliono indietro la mia catapulta, spunta anche la madre dell'esattore: "Hai visto Michè?".
La terra del mio giardino si apre e ne esce il postino o quel che ne rimane implorando un po' di silenzio ché vuole riposare in pace.
La moltitudine mi indica belando.
La madre dell'esattore mi dice: "l'arresto per omicidio e occultamento di cadavere", fa scattare le manette sui miei polsi e mi trascina nell'auto blu guidata dall'esattore.



14 agosto 2008

Il boccione dell'acqua

Il boccione dell'acqua finisce mentre la mia collega sta riempiendosi il bicchiere.
"Ci pensi tu? che io...", domanda.
"Ma certo", rispondo.
Vado e prendo in braccio un boccione pieno, da 18 litri.
Ma invece di andare a montarlo sul distributore entro nel mio ufficio.
Appoggio il boccione sulla scrivania.
Spalanco la finestra.
Riprendo il boccione in braccio.
Mi affaccio dal mio sesto piano e vedo il portinaio che si fuma una sigaretta in cortile.
"Hey!"
Il portinaio alza la testa e mi osserva.
"Hey!"
"Eh?"
"Al volo!"
"Cosa?"
"Questo!"
Per scherzare faccio finta un paio di volte di lanciargli il boccione.
Alla seconda mi sfugge di mano.



10 luglio 2008

L'unica differenza tra noi e gli insetti è che li possiamo schiacciare

Alle 9 del mattino mi trovo in gelateria. Un gelato prima di andare in ufficio non me lo lascio mai sfuggire. Il gelataio riempie la coppetta con una spalata di crema, una seconda, la terza se la rovescia sulla maglietta, non so come ci sia riuscito, la quarta cade per terra, la quinta se la mette in tasca, e prima di dare inizio alla sesta gli si stacca lo zigomo destro che cade sulla crema nella coppetta. Decido di lasciar perdere ma gli lascio lo stesso i soldi e il resto per fargli capire che non ce l'ho con lui.
Dopo cinque minuti mi chiama mia moglie. Con tono molto serio dice che ha voglia di scopare. Valuto l'idea e chiamo il mio capo. Non sapendo che scusa inventarmi questa volta gli racconto la verità e faccio seguire la richiesta di dieci giorni di ferie come convalescenza. Il mio capo pensa che stia scherzando, perciò acconsente.

Io e mia moglie ci troviamo al parco. Si spoglia nuda e si arrampica sui robusti rami di una quercia secolare. Con tono molto serio dice di seguirla. Mi spoglio e salgo. Cominciamo a copulare, io dietro, lei davanti. Dopo un po' le vengo dentro. Lei si volta di scatto e mi morde il naso. All'inizio mi piace, poi capisco che qualcosa non va. La sua bocca si spalanca a dismisura e in pochi secondi ho la testa completamente racchiusa tra le sue fauci. I denti affondano nel collo, li sento crepitare nella carne. Mi rendo conto che sta cercando di tirarmi via la testa. Prima che ci riesca le buco la pancia con un pugno e ci infilo dentro tutto il braccio. Ci ravano dentro fino a smontarle tutto l'apparato digerente. La morsa dei denti si interrompe. Scendo dall'albero con il suo corpo spento appeso al mio tramite la sua bocca spalancata che racchiude la mia testa. Sono incastrato e non vedo un cazzo. In qualche modo mi infilo i pantaloni. Corro a caso per il parco nel tentativo di attirare l'attenzione, come se ce ne fosse bisogno. Mamme e bambini urlano spaventati, i cani mi abbaiano contro. Una voce autoritaria mi impone di fermarmi.

Dopo mezz'ora sono in ospedale. Per liberarmi di lei sono costretti a staccarmi temporaneamente la testa. A causa dello scherzo di un chirurgo buontempone, mi riattaccano la testa di un vecchio sosia di Giuseppe Verdi, morto pochi minuti prima di fame dopo che era rimasto accidentalmente chiuso per venti giorni nella sua cantina in cui era entrato per prendere una bottiglia di buon vino (si presume sia entrato per questo, perchè nella cantina, oltre al vino, hanno trovato una fiat 126 e un tagliaerbe. Questi due non sarebbero potuti uscire né entrare dalla porta della cantina, e si suppone siano stati costruiti in gran segreto all'interno della cantina stessa o che la casa sia stata costruita attorno ad essi). Appena mi guardo allo specchio scoppiano tutti a ridere passandosi la mia vera testa come se giocassero a pallavolo. Uno di loro fa finta di sbagliare e la fa cadere giù dalla finestra. Siamo al settimo piano. La mia testa è sfracellata sette metri più in basso come una cavalletta schiacciata. Si portano le mani alla bocca dicendo ops! e ridono ancora.
Prima di andare via chiedo ai medici se posso mangiare il corpo di mia moglie come gesto estremo d'amore, mia moglie che diventa cibo che diventa il mio corpo. Mi dicono che prima devono compiere l'autopsia. Allora gli chiedo se possono dividermela in quarti di manzo, già che ci sono, e pulirla da tutte le frattaglie. Mi guardano male, spiego loro che mia madre fa così alle galline prima di cucinarle.
"Le faremo sapere", rispondono.



08 luglio 2008

Svegliarne uno per addormentarne 100

Mi sono svegliato dopo un mese di coma. In realtà in coma ci volevo restare, in seguito ho capito che davo l'impressione di approfittarne. Sembra che siano riusciti a svegliarmi dopo che mia madre ha sussurrato: "svegliati o farai tardi a messa". Quando ho aperto gli occhi ho visto i miei genitori e i dottori che piangevano. Uno dei medici erano gemelle siamesi e stavano entrambi girando con la penna una ciocca di capelli. Adesso sto bene, però questa mattina è accaduta una cosa strana. Mentre andavo in bicicletta senza mani (oltre alle mani, dopo il risveglio dal coma ho notato di non avere più il ginocchio destro e la riga del culo), il coperchio di un tombino è saltato in aria e il pianeta Terra ha cominciato a sgonfiarsi. Tutte le cose si accartocciavano e perdevano consistenza. Con il ridimensionamento del pianeta tutte le creature si ammassavano sempre di più. Al momento la situazione non mi sembra migliorata e ho come l'impressione che per muovermi da un punto all'altro debba arrancare all'interno di un muro. Usare un'ascia per farmi strada non serve perchè mi manca lo spazio utile a sferrare i colpi. Nonostante ciò il medico mi ha detto che è solo un disturbo dovuto all'uscita dal coma, più precisamente sono stavo svegliato mentre il coma non aveva finito il suo corso e non sto capendo più un cazzo. E' già tanto se non passo il tempo a bestemmiare colto dalla sindrome di tourette. Una mia ex collega di lavoro ne soffriva e in ogni frase trovava il modo di gridare "la lavatrice vive di più con calfort". Per quanto riguarda la riga del culo scomparsa il dottore mi ha detto che probabilmente durante il coma è aumentata la velocità di spostamento delle zolle chiapponiche. Pensavo fossero le chiappe tettoniche, invece "no che non lo sono" ha detto il dottore. In pratica in ogni essere umano le chiappe si muovono l'una contro l'altra di circa un millimetro ogni dieci anni. Purtroppo non viviamo abbastanza per vedere la formazione delle catene montuose sul buco del culo. Secondo una interessante teoria, le colline si formerebbo poi in seguito a grattamento continuo. Ma io mi immagino una catena montuosa dove gli scalatori scoprono sulla roccia i tarzanelli fossili, là dove milioni di anni prima c'era la riga del culo. Comunque, a quanto pare ho velocizzato questo processo. Il punto è che non mi si è formata una catena montuosa. Probabilmente una delle due chiappe si avvicinava all'altra e le andava sotto, non so bene come spiegarmi. Mentre ero dal dottore ho emanato una scorreggia di due minuti e mezzo che mi ha fatto tremare tutto. Il dottore ha detto che il mio addome aveva accumulato troppo stress ai margini della zolla. Poco fa a casa ho scoperto che su internet ci sono persone che hanno la placca a chiappe divergenti. In pratica le chiappe si allontanano invece di avvicinarsi, causando poi la formazioni di oceani.



14 maggio 2008

Che lipidine

Josè Gabriel Funes, direttore della Specola Vaticana, afferma che si può avere fede in Dio, nella creazione, e allo stesso tempo credere agli extraterrestri. Bisogna vedere se poi gli extraterrestri credono a Dio e a Funes. Mia zia Beppa dice che non si può credere agli extraterrestri se questi non credono in Dio. Dice che se non credono in Dio significa che credono nella Distruzione. Le ho risposto che forse quello che noi chiamiamo Creazione è in realtà un processo di distruzione universale. Inizialmente era tutto solido, compatto e immobile. C'è stata l'esplosione e quel tutto solido ha preso ad espandersi. Non siamo altro che detriti e riverbero di una detonazione, finché l'onda d'urto non si esaurisce e si ritorna allo stato iniziale. Non si è verificata nessuna cazzo di creazione. Mi son sentito dare del nichilista (?!) per questo, del maleducato e dell'extraterrestre. Così mi sono recato da McDonald spinto dal sogno della scorsa notta dove mi trovavo da McDonald e la commessa gridava "Che lipidine, puttana la miseria!" e tutti gli avventori si scioglievano in una colata adiposa, il locale si trasformava in un cratere vulcanico, ho visto l'Etna dal mare che eruttava rotoli di lardo, succede solo da McDonald, comunque ci sono andato sul serio e ho riempito un secchio di hamburger. Sono andato fuori città, là dove masticano i bovini. Ho rovesciato il secchio davanti a una mucca e questa si è messa a divorare il cumulo di carne e dopo ne cercava ancora nel secchio vuoto e mi guardava interdetta. E io che le credevo erbivore.
Mi stanno simpatiche le mucche.

Cliccando questo link è possibile ascoltare mia zia Beppa mentre si fa la barba alle sei di mattina.



13 maggio 2008

Pio Pio

Ieri sera nella cripta dove è esposta la salma di Padre Pio si è sentito suonare un cellulare. Solo dopo alcune ore si è capito che il cellulare era nascosto all'interno del corpo di Pio. Un veterinario si è prodigato nell'estrazione del cellulare da via rettale. Ha composto il numero della chiamata persa ed è lì che il mio cellulare ha squillato. E' successo questa notte. La devo smettere di fare scherzi al telefono componendo numeri di cellulare a caso.

Questa mattina un uomo è andato insieme ad altre decine di milioni di cazzeggiatori alla cripta nel santuario dove è esposta la salma di Pio. Si è avvicinato alla salma e quando ha alzato il braccio destro tutti credevano volesse mandare un saluto fascista a Pio. Invece ha detto Alzati e cammina. Nessuna reazione da Pio. L'uomo ha estratto una pistola e l'ha puntata alla tempia sinistra di Pio. Intanto centinaia di migliaia di sbrirri si erano raccolti nella cripta con la pistola puntata contro l'uomo. All'improvviso Pio ha aperto gli occhi e si è messo a sedere. Gli sbirri morivano dalla voglia di sparare ma non sapevano decidere a chi. L'uomo ha obbligato Pio a fare la spesa presso il punto A&O più vicino. Si è fatto consegnare la borsa ma appena è scattato per fuggire è stato trapassato da milioni di pallottole. Anche Pio data l'estrema vicinanza ha subito collateralmente lo stesso trattamento, ma a differenza dell'uomo Pio è rimasto in piedi come se niente fosse. L'hanno riaccompagnato alla cripta dove è stato gentilmente invitato a coricarsi. Il primario del santuario ha letto la cartella clinica. Ha dichiarato ai giornalisti che Pio ne avrà ancora per un paio di mesi, dopo i quali verrà concesso l'espianto degli organi, ma solo a scopo decorativo casalingo.



12 maggio 2008

Rutti e fulmini

Lei è in taverna che stira quando sente dei rutti provenire dal piano di sopra. Quel porco di suo marito, senza ritegno. Dopo mezzo minuto altri rutti, poi ancora a intervalli di qualche secondo l'uno dall'altro. Irritata sale le scale e va in mansarda per chiedere clemenza. Trova figlio e marito affacciati all'abbaino. Fuori c'è il temporale. Si vede il flash di un lampo e subito dopo un rutto assordante.
"Cosa succede?", domanda lei.
"Mamma, il cielo sta ruttando!"
Le nuvole scaricano una chioma di fulmini all'orizzonte. Un concerto di rutti si espande lento nell'atmosfera e si completa piano.
"Pazzesco, sono identici ai rutti che fa tuo padre!"
Lei guarda suo marito. Suo marito sta piangendo. Cadono le prima gocce di pioggia. Ben presto arriva giù a secchiate. E' Coca Cola.
Mentre si consuma l'inferno spunta dalle nuvole il Signore. E' imponente. Ritto in piedi sulla terra la sua testa sfiora i nuvoloni. Beve un sorso di qualcosa da un autobotte che tiene nella mano destra. Lo spostamento dell'epiglottide per la deglutizione provoca una scintilla che infuoca per un istante la coltre di nubi. Spalanca la bocca ed emana un profondo rutto che si dilata per le valli circostanti. Cammina piano davanti a sè, ma inciampa su un campanile, cade, nello schianto distrugge un quartiere. Resta immobile. La pioggia termina. Si apre una lama di sole fra le nuvole. La popolazione si rovescia sulle strade. Entrano nel corpo del Signore passando dalle sue cavità per dare inizio al processo di decomposizione. Rotolano come vermi pallidi sulla carne ancora fresca. Il Signore ha un sussulto, un'altra scintilla. Si chiude la fetta di cielo sereno. Torna la pioggia. I cittadini in orgia nel suo corpo vengono espulsi attraverso un rutto esplosivo, proiettati in aria per decine di metri cadono al suolo e sui tetti come pacchi di provviste per chi è rimasto giù a guardare. Il Signore si mette a sedere e sghignazza. Guarda intorno a sè il centro abitato senza guardare nulla di particolare.
"Credevate vero? Ma vaffanculo!".
Il bambino che guarda dall'abbaino resta traumatizzato per tutta la vita. Per qualche mese gioca con il flash fotografico del padre ruttando subito dopo averlo fatto scattare, anche a tavola. Durante l'adolescenza entra a far parte di un gruppo attivo nel pestaggio di strada. Armati di spranghe e catene vanno in giro per il paese a pestare con gli anfibi militari tutte le cacche di cane che incontrano per terra. Spranghe e catene servono solo a fare scena. All'età di 25 anni ucciderà i suoi genitori e la sorellina. Dopo tre anni di isolamento in cella otterrà la libertà vigilata durante la quale sarà ingaggiato per girare un'interpretazione porno della bibbia dove lui è il protagonista, sotto pseudonimo, e nessuno potrà riconoscerlo perchè tanto non verrà mai ripreso in faccia. A 32 anni scriverà un libro sulla sua vita. Muore d'inedia a 35 anni dopo tre settimane passate chiuso a chiave nella sua camera da letto contando a mente tutti i numeri da 0 a infinito.
Secondo gli investigatori il numero "75410563003302119495543371009" trovato scritto con lo sporco del suo dito indice sinistro sullo specchio è l'ultimo numero a cui è arrivato prima di morire. Nasceranno oscure sette attorno alla credenza che quel numero rappresentì la quantità di volte in cui si verificherà un evento sconosciuto, oltre quella quantità è la fine del mondo. Un paio di sette azzarderanno che si tratta del numero di secondi a partire da un certo momento, senza essere in grado di risalire al momento di partenza. Qualcuno suggerirà che è l'ultimo numero oltre il quale il cervello umano non è in grado di contare.

Comunque nel settembre dell'anno 2111 arriverà dallo spazio una gigantesca astronave a forma di Elvis Presley obeso. Rilascerà intorno al pianeta Terra una cartina geografica della Terra stessa in scala 1:1. La cartina aderirà perfettamente alla crosta terrestre disintegrando persone cose, animali e idee. L'astronave sgancerà un meteorite infettato con lo sperma di Elvis Presley allo scopo di colonizzare il pianeta, e poi via verso altri sistemi solari. Questo astuto meccanismo di fecondazione sarà pensato proprio da Elvis nel suo studio all'interno dell'astronave, e unico abitante, tra l'altro. Elvis però ignorerà che gli spermatozoi una volta a contatto con l'acqua o superfici minerali, vegetali o animali, dopo un po' muoiono senza capire dove andare.
E' un dettaglio che sfugge molto spesso anche a me.



11 maggio 2008

L'ombra

L'ombra è un animale dotato di una notevole agilità e versatilità, che contribuiscono alla sua facile convivenza con l'uomo e che la rendono una buona compagna e un aiuto prezioso in molte situazioni sul lavoro oltre che un'amica sempre pronta ad accorrere in aiuto del suo padrone.

Le famiglie italiane che possiedono un'ombra sono circa 7 milioni.

Evolutivamente, si è ritenuto (a partire dagli studi di Konrad Lorenz) che l'ombra potesse discendere dalle pozzanghere o dagli sputi per terra, o da entrambi, che avrebbero dato origine a varietà primitive diverse, dalle quali sarebbero derivate le molteplici forme attuali. I più recenti studi basati sul catrame, supportati dagli approfondimenti paleontologici, hanno portato a ritenere valido il riconoscimento dello sputo grigio come progenitore dell'ombra domestica.

Ancora incerte sono le ipotesi sul processo di addomesticazione. Una delle ipotesi più accreditate è quella dei coniugi Ray e Lorna Coppinger, biologi, che propongono la teoria di un "addomesticamento naturale" della pozzanghera, una selezione naturale di soggetti meno abili nel pedinamento, ma al contempo meno timorosi nei confronti dell'uomo, che avrebbero cominciato a seguire i primi gruppi di vagabondi, nutrendosi dei resti dei loro pasti, ma fornendo inconsapevolmente un prezioso servizio di "sentinelle", stabilendosi in seguito nei pressi dei primi insediamenti, e dando il via ad una sorprendente coabitazione tra pozzanghere, sputi e uomo, con reciproci vantaggi. Alcune di queste "ombre selvatiche" sarebbero poi state avvicinate ed adottate nella comunità umana ("ombre pariah" che si trovano ancora oggi in alcune società, ombre "di tutto il villaggio", tollerate per il loro ruolo di spazzine e di predatrici di piccoli quadretti di sole), dando il via ad un perfetto esempio di coevoluzione. Quasi certamente, come dimostrato anche dagli studi di Dimitri Belayev, la naturale selezione basata sulle attitudini caratteriali all'addomesticamento ha provocato la comparsa di mutamenti fisici (dalla riduzione dell'ombra del volume cranico, all'accorciamento dell'ombra delle gambe).

Nei siti archeologici più antichi, numerosi sono i ritrovamenti di resti di ombre (che pure testimoniano le prime differenze dallo sputo), anche se recanti per lo più evidenti segni di macellazione. La prima testimonianza di un legame nuovo, più profondo, tra uomo e ombra, lo troviamo nella cultura natufiana, risalente a 12000 anni fa, in una tomba che conserva i resti di un uomo anziano che appoggia la testa ed una mano sulla propria ombra.

Nel tempo, l'uomo ha selezionato molte varietà di ombre, per avere un aiuto nelle sue molte attività: esistono quindi oggi ombre da pastore, da caccia, da guardia, da compagnia, da corsa, del capo e altre ancora.



30 aprile 2008

Oblivion

La padrona di casa non aveva previsto per contratto l'uso della cantina da parte mia. A suo dire quella cantina era chiusa a chiave e nessuno, nemmeno lei, ci entrava da circa vent'anni. Suo nonno era morto lì mentre cercava di aprire una bottiglia di vino con i denti. Questo è quello che mi ha detto suo nonno quando gli abbiamo aperto, poche ore fa. Sentivo bussare alla porta in fondo alla scala. Ho chiamato la padrona e le ho detto che bussavano da dentro la cantina. Non ha chiesto spiegazioni, si è scaraventata subito da me. Ha aperto la porta e suo nonno ci ha detto della bottiglia. La padrona mi ha detto di aver chiuso a chiave la cantina con dentro il corpo steso a terra appena si è resa conto che era morto, vent'anni fa. Ha lasciato la casa per poi affittarla ogni anno fino ad oggi, senza mai permettere l'accesso alla cantina.
Suo nonno è uscito con in mano la bottiglia ed è andato a cagare. Ho sentito che tirava l'acqua ed è uscito.
"Non so dove tu possa aver messo il cavatappi in questa casa", mi ha detto.
Ha provato ad aprire ancora la bottiglia con i denti ed è morto un'altra volta.
Io e la padrona lo abbiamo chiuso dentro a chiave e siamo andati a casa di lei a scopare.



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