Storie da autostrada
Ho bucato parte II Il dramma della vicenda precedente si è ripresentato altre quattro volte. Sono corso in farmacia per comprare una scatola di raudi minerva. Sono andato dal dottore. - Ok. - Ok. A casa ho acceso un raudo e l'ho ingoiato. Quando sono seduto sui sedili posteriori scruto gli occhi del guidatore, riflessi nello specchietto retrovisore. Ci guardiamo in silenzio facendo finta di non guardarci e cerco di dirgli che vorrei ci svegliassimo tutti dall'anestesia.
Ho bucato parte I Nelle ultime settimane ho trovato notevoli quantitativi di merda nei luoghi più inimmaginabili del mio corpo. Le cisti trovate in giro dalla testa ai piedi erano proprio intasamenti di merda. Ho avuto paura di un avvelenamento del sangue. Per fortuna le analisi hanno eliminato questa impressione.
Stamattina in autostrada c'erano code dovunque.
Qualcuno aveva passato il finesettimana a mutilare lucertole, con il risultato che l'asfalto era coperto di queste codine epilettiche che facevano slittare di tutto. Il fatto strano è che da queste code stavano ricrescendo le lucertole, mentre poco distante, in una barbabietolaia, sono stati trovati i corpi senza vita di milioni di lucertole senza coda. Non so come abbiano fatto a quantificarle in milioni, ma a occhio nudo uno le guarda insieme e decide che son milioni. Un po' come le stelle in cielo, che uno le quantifica sempre come "tante". Ci sono poi apposite spiagge di nudisti, dove le lucertole umane possono guardarsi liberamente a occhio nudo.
Dopo le code di lucertole ho incontrato un autotreno completamente dilaniato, fermo accasciato in mezzo alla strada. Sono uscito dall'auto per fotografarlo. Appena ho tirato fuori la macchina fotografica un carabiniere ha estratto la paletta dalla bocca e mi intimato l'alt! dicendo di non prodigarmi in atti osceni in luogo pubblico.
quindi niente fotografie.
Ascoltando i pettegolezzi sull'incidente è emerso un quadro inquietante che ho lasciato in mezzo alla strada perché a casa non ho veramente più spazio sui muri.
E' una cosa che funziona solo con gli autotreni, e gli autoarticolati, o i così detti "veiculo longo".
Mentre stai guidando uno di questi bestioni, accelera fino a portarli in quinta al massimo della velocità. Arrivato al culmine ingrana all'improvviso la retromarcia: il mezzo scatta verso l'alto di qualche centinaio di metri, qualunque sia il suo carico.
Con cilindrate inferiori non funziona tanto bene.
Ho provato con la mia macchina e si è ingolfato il motore.
Sono uscito a vedere e dalla marmitta uscivano litri e litri di pasta e fagioli.
Ho aperto il cofano anteriore e il motore non c'era più.
Non c'era niente.
03 maggio 2006
- Non si può andare avanti così.
ha proferito il ciclista.
Invece di incerottarmi tutto l'intestino mi ha sostituito lo stesso con una camera d'aria nuova avvolta da un copertone a prova di bomba.
Mi è venuta voglia di verificare.
Non so costruirmi le bombe però i petardi li vendono un po' dovunque, e credo siano più alte le probabilità di ingerire un petardo invece di una bomba. Ma il petardo non sta alla bomba un po' come la ganja sta all'eroina?
- Ok
ha detto il ciclista dopo avermi installato camera e copertone.
- Ci vuole la ricetta.
ha detto il farmacista.
- Ma sei stupido? La trovi su google.
ha detto il dottore.
Grazie a google in effetti sono riuscito a scaricare la ricetta per la costruzione dei petardi. Dosaggi, ingredienti e tutto il resto.
Ha detto il farmacista.
E' andato nel retro ed è tornato con in mano cinque petardi freschi e caldi.
A casa ne ho acceso uno e l'ho ingoiato. All'ultimo momento mi sono ricordato che prima di arrivare all'intestino deve passare nell'esofago e sostare nello stomaco. E' una certa perdita di tempo, e prima dell'intestino non credo di essere a prova di bomba.
Sono un coglione.
Infatti è venuta fuori una gran porcata.
Ha detto il chirurgo subito dopo l'operazione d'urgenza.
Mi hanno sostituito lo stomaco con una scatoletta di cemento, l'esofago con una tubatura in titanio e amianto.
- Questa roba è a prova di bomba.
Ha aggiunto il chirurgo. La sua assistente si è abbassata per prendergli il cazzo in mano e se l'è infilato in bocca.
Domanda: "perché non sostituite a tutti quanti stomaco ed esofago con surrogati fatti di questi materiali?"
- Perché altrimenti costruirebbero gli aerei dello stesso materiale delle scatole nere.
ha risposto il chirurgo. L'assistente gli ha infilato un dito nel culo.
- Mi scusi dottore, non capisco il nesso tra aerei e chirurgia.
- Aspetta che finisca l'anestesia, figliolo, poi ne riparliamo.
Ho sentito l'esplosione rimbombarmi nelle orecchie e sul collo, come uno starnuto trattenuto.
Non è successo niente di grave, è stato come mangiare un kebab molto piccante.
Forse è per via dell'anestesia non del tutto smaltita.
Se glielo dicessi a voce mi risponderebbe "quale anestesia?"
e sarei costretto a mandarlo a fanculo, anche in silenzio.
02 maggio 2006
Gli specialisti non hanno saputo dare una spiegazione del fenomeno.
Dicono che non è grave, per due motivi:
- le cisti si svuotano da sole attraverso la sudorazione.
- se pratico un taglietto cutaneo sulla cisti non sento quasi niente ed esce la merda.
Il problema è che non posso andare avanti così.
Cioè sì, potrei, ma l'ho presa come una sfida per ritornare allo stato di normalità iniziale. Non ho voglia insomma di stabilire una nuova condizione di normalità. Sono un conservatore?
Non lo so. Per risparmiare e allontanare i medici che nulla hanno potuto per aiutarmi mi sono rivolto al ciclista. Ci sono stato in un tiepido pomeriggio di fine aprile.
- Per favore sfilati l'intestino.
è stato il suo consiglio dopo aver esposto il problema.
Perché non fidarsi di un professionista?
Si è allontanato verso un ragazzino crucciato sulla sua bmx. C'erano altri clienti in attesa all'entrata del suo negozio. Mentre armeggiava con una pinzetta sui freni della bmx mi ha fatto cenno di sbrigarmi.
Mi sono abbassato le braghe. Ho infilato l'indice della mano sinistra nel culo e con l'unghia ho tirato la linguetta del retto. Così è scritto all'entrata del mio ano, in un piccolo adesivo con le istruzioni di smontaggio. La corretta procedura permette l'assorbimento delle mucose che tengono stabilizzato tutto l'apparato. Ho così sfilato l'intestino intero. Non essendo io un modello evoluto, non ho i bulloni di svitamento, quindi tutti i miei organi restano attaccati l'uno con l'altro. O tiro fuori tutto o niente. Fortunatamente l'intestino l'ho potuto sfilare fin quasi allo stomaco, lasciandolo attaccato allo stesso ben saldo all'interno della pancia.
I clienti mi guardavano distratti, come se intorno non ci fosse nient'altro da guardare. Una cosa normale, come se avessi estratto la camera d'aria dalla mia bicicletta. Ma dal ciclista qualsiasi gesto assume questa connotazione, anche una banale coltellata alle spalle.
- Ok.
ha detto il ciclista appena ha visto tutto quanto srotolato per terra.
Ha mandato il ragazzino a farsi un giro per provare la bmx. Poi è andato nel retro ed è tornato con una una bacinella d'acqua. Ci ha infilato il mio intestino dieci centimetri per volta. Ogni volta lo stringeva con le dita, finché non abbiamo visto quello che forse sotto sotto sospettavo: una perdita.
Da un forellino invisibile ad occhio nudo usciva una fila di bollicine d'aria e merda. Da una tasca ha preso un cerotto e un tubetto di colla. Ha applicato la colla sul cerotto e poi il cerotto in prossimità del foro. Ha riprovato a stringere tutto l'intestino fino alla fine e la situazione ci è sembrata sotto controllo.
- Ok.
ha detto il ciclista appena mi sono rimesso dentro l'intestino.
Mentre mi rialzavo i pantaloni è andato a rovesciare l'acqua sul marciapiede. Quando è tornato gli ho allungato una banconota da cinquanta euro, sperando che tornasse indietro un lauto resto.
- Ok.
ha detto il ciclista dopo essersi infilato la banconota in tasca.
e poi è andato dal ragazzino in bmx che nel frattempo era tornato.
- Tutto ok?
gli ha domandato il ciclista.
Quell'altro ha fatto sì con la testa e il ciclista si è abbassato sulla bici per accertarsi che la soluzione fosse duratura.
Uscendo gli sono passato vicino.
- Arrivederci e grazie.
- Ok.