La fame
Mi sono sparato in bocca
Malasanità
Carlito Brigante non doveva morire
Ma quel che conta è
Ho scoperto che il mio capo va a letto vestito da Napoleone Bonaparte. Con cappello, mano infilata lì e tutto quanto. Ho scoperto che i Pink Floyd suoneranno al mio funerale, ci sarà anche Syd Barrett. Ho scoperto che la strada verso cui vanno quelli in bicicletta quando tu sei a piedi è sempre sbagliata. Ho scoperto di inciampare sempre sul cavo d'alimentazione del computer. A parte questo, oggi non ho scoperto niente.
Alle 22 ero davanti al distributore di sigarette. Infilavo le monete per vederle cadere senza risultato. Vicino a me una ragazza in bicicletta aspettava il suo turno. Le ho chiesto se aveva monete da cambiare. Le ho cambiate. Ho preso le sigarette. Sono rimasto a guardare la ragazza in bicicletta che infilava le monete per vederle cadere senza risultato.
"Cosa fai, non si guardano queste cose", ha detto.
"Scusa", e me ne sono andato.
Mentre tornavo ho visto un uomo in maglietta bianca fotografare la strada. Due suoi amici erano seduti su una panchina, guardavano me e ridevano. Anni fa un'amica mi disse che allestì una mostra fotografica, con foto di persone, scattate da lei. Disse di averle scattate con il grandangolo, così mirava senza puntare sulle persone ma queste venivano ai margini della foto, a loro insaputa. Quando ho visto quell'uomo ho pensato a lei e a quell'idea, e quindi quell'uomo stava fotogafando me. A parte questo non ho incontrato altri uomini in maglietta bianca. Ho solo visto molte persone ridere. Ho proseguito, sono entrato in casa alle 22 e 10. 5 minuti dopo ho sentito la porta della vicina che si apriva. Era la vicina che rientrava da lavoro. Ad aprirsi era la vicina.
La cosa peggiore è accorgersi che ogni giorno si ripete uguale all'altro. Le piastrelle sulle vie pedonali hanno sempre lo stesso colore ogni sera. Non una ventata di pioggia, sempre il cielo stellato. Palcoscenico di routine. Una cosa divertente è accorgersi che diversificare un giorno dall'altro è un modo per non pensare che tutti i giorni siano uguali. Alle 22 e 15, mentre la mia vicina entrava in casa, pensavo a questo e ho preso la calcolatrice. Ho premuto in sequenza 2, + e =, e poi sempre =, veloce, finché non si è scaricata la batteria, e finché sulla calcolatrice non compariva qualche milione di miliardi. Oggi in ufficio stavo facendo vedere una cosa alla mia collega. Ho dovuto aprire la cronologia di Firefox per cercarle un sito. Nella cronologia c'era, tra l'altro, "autistici.org".
"Autistici?", domanda lei, puntando l'indice.
"Sì, autistici", ho risposto, puntando l'indice verso di lei.
Dopo averle mostrato il sito che cercavamo sono andato in bagno. Ho estratto la calcolatrice dalla tasca, ho premuto 2, + e =, e poi sempre =, finché non si è scaricata la batteria. Quando sono uscito dal bagno era buio.
Erano le 21 e 30, di lì a poco sarei passato dal distributore di sigarette.
22 maggio 2007
Mi sono sparato in bocca perché non sono riuscito a concludere con successo un progetto di lavoro. Lo spruzzo cerebrale è arrivato fino al soffitto. I colleghi non credevano che ne avessi così tanto. Non credevo che al momento giusto mi fossi trovato con una pistola tra le mani. L'ho lasciata cadere subito dopo lo sparo, mi sono alzato e sono uscito dall'ufficcio senza guardare in faccia nessuno. In bagno ho fatto scorrere l'acqua attraverso la testa fino a setacciare via tutto. Quando sono tornato in ufficio mi hanno applaudito tutti. Uno di loro ha preso la mia pistola da terra e ha sparato al bombolone alla crema. Tutta la crema è schizzata verso il soffitto, mescolandosi con il mio cervello. L'ufficio è esploso in una risata. Non credevo ci fosse dentro tutta quella crema. Poi è spuntata la donna delle pulizie, quella con il culone, un culo veramente enorme e totale. Qualcuno gli ha sparato al culo e una secchiata di qualcosa simile a besciamella si è stampata sul soffitto insieme a tutto il resto. La donna si è messa a ridere per la sorpresa dando del porco al pistolero. All'improvviso è entrato il nostro capo. Ha guardato me, Testa Vuota, e Culo Rotto, con una smorfia schifata al limite dell'accettazione umana. Ha ritenuto opportuno correggere il bug e resettare la circostanza. All'improvviso mi son sentito la testa pesante, seduto davanti a un progetto finito male, e senza pistola.
21 maggio 2007
Questa mattina esco per andare a lavoro, e come al solito mi fermo in edicola per prendere il caffè. L'edicolante dice che per il caffè devo rivolgermi al bar. E' senza dubbio un buon'uomo. Ma io in quel bar non ci entro. Ci passo davanti ogni sera a piedi, dopo che ho parcheggiato la macchina. Vedo la barista appena fuori dalla porta, che fuma. Mi guarda e ride, si volta verso i clienti e ride, mi prendono tutti in giro. Non sono ancora riuscito a capire cosa dicono, a parte poche parole quali "copriletto", "nelson piquet" e "zizzania". Appena entro in casa corro in bagno e mi guardo allo specchio per vedere se ho qualcosa in faccia da cui scaturiscono gli sfottò. Ma torniamo all'edicolante. Alla fine come per magia la tazzina di caffè la tira fuori sempre e me la offre, non mi fa nemmeno pagare. Prima di andare butto un occhio ai giornali. Scopro che Repubblica ha un inserto molto curioso, intitolato "A cosa pensano vip e politici quando si masturbano". E' sconvolgente, vip e politici messi sullo stesso piano, tutti insieme grandi protagonisti dello spettacolo.
Al ritorno da lavoro parcheggio la macchina, esco, passo davanti al bar, la barista sta fumando, mi guarda, ride, ridono tutti, mi avvicino e le tiro una sberla sulla tetta, la tetta esplode. Dico a tutti "che vi sia di esempio". Due di loro si lanciano su di me. Il ricordo successivo che ho è quello di un chirurgo che mi impianta una mortadella al posto del rene sinistro. Il secondo riguarda una ragazza sul letto di fianco al mio mentre cerca di domare il letto in fiamme. Nel terzo ricordo c'è il primario che beve dal mio pappagallo. E così via, con i soliti casi di malasanità che ben conosciamo.
18 maggio 2007
Questa notte ho chiamato Brian De Palma e gli ho spiegato la faccenda. A me il finale di Carlito's Way non piace. Sì Brian, è favoloso, so che ti piace così, anche io lo trovo magnifico, ma per una volta facciamo come dico io, non so se mi spiego.
Pensava lo prendessi per il culo, mi dava del solito ubriacone. Dopo esserci scolati due bottiglie di non mi ricordo cosa, ha cambiato idea. Abbiamo chiamato Al Pacino e Al ci ha mandati a fanculo, così abbiamo rifatto tutto al computer. Non tutto, solo il finale. Cioè abbiamo ricostruito al computer la troupe e l'attrezzatura di ripresa, per contestualizzare meglio il finale, non so se mi spiego, infatti il finale l'hanno realizzato loro. In realtà non so come abbiamo fatto a fare tutto in una notte, ma è venuto fuori.
Carlito compra i due biglietti per Miami. Manda la sua donna in stazione e le ordina di aspettarlo. Passa dal club e ritira i suoi sudati 70 mila dollari. Nessuno che rompe i coglioni. Si dirige verso la stazione. Arriva al binario, bacia la sua donna, salgono sul treno. Arrivano a Miami. Nessuno che rompe i coglioni. Da Miami volano verso le Bahamas. Carlito rileva l'autonoleggio del suo amico. Porta la sua donna all'altare, si sposano e lei partorisce due gemellini, proprio pochi secondi dopo che il prete li dichiara marito e moglie. Sapete com'è, l'emozione.
Proprio alla fine del film, quando c'è la donna che balla sulla spiaggia nel tramonto, e quelli che suonano il bongo, e quella magnifica voce che canta "you're so beautiful", questa volta c'è anche Carlito che si fa un sano tiro di coca insieme all'amico dell'autonoleggio, e non c'è nessuno che rompe i coglioni.
17 maggio 2007
I piatti sono sporchi.
Il pavimento è macchiato.
Il tavolo della cucina, che poi è lo stesso della sala, è appiccicoso.
I muri sono imbrattati di qualcosa.
Il vetro è tutto ciccia e brufoli.
Il lavabo è intasato.
Le maniglie sono unte.
Il divano è annerito.
La spazzatura è putrefatta.
Il pane è impolverato.
Il cesso è lercio.
Ma io sono pulito,
signorsissignore, io sono pulito.