T o x i d r o m e
pattume non riciclabile   


10 luglio 2008

L'unica differenza tra noi e gli insetti è che li possiamo schiacciare

Alle 9 del mattino mi trovo in gelateria. Un gelato prima di andare in ufficio non me lo lascio mai sfuggire. Il gelataio riempie la coppetta con una spalata di crema, una seconda, la terza se la rovescia sulla maglietta, non so come ci sia riuscito, la quarta cade per terra, la quinta se la mette in tasca, e prima di dare inizio alla sesta gli si stacca lo zigomo destro che cade sulla crema nella coppetta. Decido di lasciar perdere ma gli lascio lo stesso i soldi e il resto per fargli capire che non ce l'ho con lui.
Dopo cinque minuti mi chiama mia moglie. Con tono molto serio dice che ha voglia di scopare. Valuto l'idea e chiamo il mio capo. Non sapendo che scusa inventarmi questa volta gli racconto la verità e faccio seguire la richiesta di dieci giorni di ferie come convalescenza. Il mio capo pensa che stia scherzando, perciò acconsente.

Io e mia moglie ci troviamo al parco. Si spoglia nuda e si arrampica sui robusti rami di una quercia secolare. Con tono molto serio dice di seguirla. Mi spoglio e salgo. Cominciamo a copulare, io dietro, lei davanti. Dopo un po' le vengo dentro. Lei si volta di scatto e mi morde il naso. All'inizio mi piace, poi capisco che qualcosa non va. La sua bocca si spalanca a dismisura e in pochi secondi ho la testa completamente racchiusa tra le sue fauci. I denti affondano nel collo, li sento crepitare nella carne. Mi rendo conto che sta cercando di tirarmi via la testa. Prima che ci riesca le buco la pancia con un pugno e ci infilo dentro tutto il braccio. Ci ravano dentro fino a smontarle tutto l'apparato digerente. La morsa dei denti si interrompe. Scendo dall'albero con il suo corpo spento appeso al mio tramite la sua bocca spalancata che racchiude la mia testa. Sono incastrato e non vedo un cazzo. In qualche modo mi infilo i pantaloni. Corro a caso per il parco nel tentativo di attirare l'attenzione, come se ce ne fosse bisogno. Mamme e bambini urlano spaventati, i cani mi abbaiano contro. Una voce autoritaria mi impone di fermarmi.

Dopo mezz'ora sono in ospedale. Per liberarmi di lei sono costretti a staccarmi temporaneamente la testa. A causa dello scherzo di un chirurgo buontempone, mi riattaccano la testa di un vecchio sosia di Giuseppe Verdi, morto pochi minuti prima di fame dopo che era rimasto accidentalmente chiuso per venti giorni nella sua cantina in cui era entrato per prendere una bottiglia di buon vino (si presume sia entrato per questo, perchè nella cantina, oltre al vino, hanno trovato una fiat 126 e un tagliaerbe. Questi due non sarebbero potuti uscire né entrare dalla porta della cantina, e si suppone siano stati costruiti in gran segreto all'interno della cantina stessa o che la casa sia stata costruita attorno ad essi). Appena mi guardo allo specchio scoppiano tutti a ridere passandosi la mia vera testa come se giocassero a pallavolo. Uno di loro fa finta di sbagliare e la fa cadere giù dalla finestra. Siamo al settimo piano. La mia testa è sfracellata sette metri più in basso come una cavalletta schiacciata. Si portano le mani alla bocca dicendo ops! e ridono ancora.
Prima di andare via chiedo ai medici se posso mangiare il corpo di mia moglie come gesto estremo d'amore, mia moglie che diventa cibo che diventa il mio corpo. Mi dicono che prima devono compiere l'autopsia. Allora gli chiedo se possono dividermela in quarti di manzo, già che ci sono, e pulirla da tutte le frattaglie. Mi guardano male, spiego loro che mia madre fa così alle galline prima di cucinarle.
"Le faremo sapere", rispondono.



08 luglio 2008

Svegliarne uno per addormentarne 100

Mi sono svegliato dopo un mese di coma. In realtà in coma ci volevo restare, in seguito ho capito che davo l'impressione di approfittarne. Sembra che siano riusciti a svegliarmi dopo che mia madre ha sussurrato: "svegliati o farai tardi a messa". Quando ho aperto gli occhi ho visto i miei genitori e i dottori che piangevano. Uno dei medici erano gemelle siamesi e stavano entrambi girando con la penna una ciocca di capelli. Adesso sto bene, però questa mattina è accaduta una cosa strana. Mentre andavo in bicicletta senza mani (oltre alle mani, dopo il risveglio dal coma ho notato di non avere più il ginocchio destro e la riga del culo), il coperchio di un tombino è saltato in aria e il pianeta Terra ha cominciato a sgonfiarsi. Tutte le cose si accartocciavano e perdevano consistenza. Con il ridimensionamento del pianeta tutte le creature si ammassavano sempre di più. Al momento la situazione non mi sembra migliorata e ho come l'impressione che per muovermi da un punto all'altro debba arrancare all'interno di un muro. Usare un'ascia per farmi strada non serve perchè mi manca lo spazio utile a sferrare i colpi. Nonostante ciò il medico mi ha detto che è solo un disturbo dovuto all'uscita dal coma, più precisamente sono stavo svegliato mentre il coma non aveva finito il suo corso e non sto capendo più un cazzo. E' già tanto se non passo il tempo a bestemmiare colto dalla sindrome di tourette. Una mia ex collega di lavoro ne soffriva e in ogni frase trovava il modo di gridare "la lavatrice vive di più con calfort". Per quanto riguarda la riga del culo scomparsa il dottore mi ha detto che probabilmente durante il coma è aumentata la velocità di spostamento delle zolle chiapponiche. Pensavo fossero le chiappe tettoniche, invece "no che non lo sono" ha detto il dottore. In pratica in ogni essere umano le chiappe si muovono l'una contro l'altra di circa un millimetro ogni dieci anni. Purtroppo non viviamo abbastanza per vedere la formazione delle catene montuose sul buco del culo. Secondo una interessante teoria, le colline si formerebbo poi in seguito a grattamento continuo. Ma io mi immagino una catena montuosa dove gli scalatori scoprono sulla roccia i tarzanelli fossili, là dove milioni di anni prima c'era la riga del culo. Comunque, a quanto pare ho velocizzato questo processo. Il punto è che non mi si è formata una catena montuosa. Probabilmente una delle due chiappe si avvicinava all'altra e le andava sotto, non so bene come spiegarmi. Mentre ero dal dottore ho emanato una scorreggia di due minuti e mezzo che mi ha fatto tremare tutto. Il dottore ha detto che il mio addome aveva accumulato troppo stress ai margini della zolla. Poco fa a casa ho scoperto che su internet ci sono persone che hanno la placca a chiappe divergenti. In pratica le chiappe si allontanano invece di avvicinarsi, causando poi la formazioni di oceani.



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