T o x i d r o m e
pattume non riciclabile   


21 agosto 2009

Suscettibile abbastanza da cadere in tentazione

Qualche volta mi capitava di svegliarmi nella notte con un soffocamento in corso.
Nei primi due secondi prendevo atto dell'impossibilità di respirare. Nei due secondi successivi cercavo di gridare aiuto, poi di gridare aiuto e bestemmiare, nell'arco di un minuto riuscivo a riprendere fiato gradualmente, senza capire cosa fosse accaduto esattamente. Pensavo che mi fosse andata di traverso la saliva. Una sera decisi di puntare la telecamera verso di me e filmare tutto, per avere qualcosa di nuovo e homemade da guardare dopo cena con gli amici (volevo anche smettere di far vedere i filmati dei rapporti sessuali con la mia ragazza, perché c'era sempre qualche pervertito che si masturbava, lì in casa mia, e mi dava molto fastidio), magari con un sottofondo appropriato, tipo Blackout dei Boris o qualcosa dei Sunn.

Quando accadde nuovamente mi alzai dal letto e guardai il filmato. C'era un centipede lungo qualche centimetro che dal pavimento saliva velocemente sul materasso, si arrampicava sul cuscino, in meno di un secondo percorreva la mia guancia ed entrava in bocca, senza alcuna esitazione, come se seguisse un piano di attacco premeditato e ragionato. Dopo qualche istante vedevo i miei occhi strabuzzare, la bocca spalancata e tutto il resto.

La sera dopo decisi di restare sveglio. Tenni gli occhi socchiusi facendo finta di dormire. Sicuramente nel buio il centipede non si sarebbe accorto, infatti fu così: appena avvertii il suo brulichio sulla mia guancia sinistra feci appena in tempo a chiudere la bocca che lui era già dentro, serrai i denti e lo smembrai. Lo masticai un po' e lo ingoiai. Continuai così ogni notte per due mesi. Quando mi accorsi che ai lati dell'addome e del torace mi stavano crescendo decine di moncherini simili a braccia di neonato ebbi un sinistro presentimento. Il giorno stesso sbaraccai tutto quello che c'era a casa mia, dissi alla padrona di casa di aver accettato un'importante offerta di lavoro e che ero costretto a trasferirmi immediatamente. Per farmi salutare dignitosamente accettai il suo invito a cena. Ci trovammo così soltanto io e lei, seduti a tavola nella sua cucina. Non so se il salutarmi dignitosamente comprendeva a priori anche il finire a letto insieme, ma è questo che accadde. Rimasi a dormire con lei nel suo letto. Durante la notte mi svegliai all'improvviso e cercai di entrarle in bocca.

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